Pinna
nobilis è una specie animale appartenente al gruppo zoologico (Phylum)
dei molluschi. Il nome volgare italiano proposto in sede
internazionale è “pinna comune”, ma è comunemente nota anche con
i termini “nacchera”, “gnacchera” o “cozza pinna”. Il nome
ufficiale per i paesi anglofoni è “noble pen shell”, per quelli
francofoni “jambonneau hérissé” mentre in spagnolo è
riconosciuta con il termine “nácar”.
La specie, il più
grande bivalve dei mari europei con oltre 1 m di lunghezza delle
valve, è endemica per il Mare Mediterraneo, ed è attualmente
sottoposta a regime di protezione e tutela in conformità a Atti
Ufficiali quali la Convenzione di Barcellona (1995), ratificata
dal Governo Italiano con la legge n° 175 del 25/05/1999, e la
Direttiva Habitat della Comunità Europea (43/92). Sulla base di
tali atti ufficiali, è proibita la raccolta, l’uccisione, la
detenzione, la commercializzazione e persino l’esposizione ai
fini commerciali della specie.
L’inclusione di Pinna nobilis nel novero delle specie protette è
soprattutto dovuta alla raccolta indiscriminata da parte dei
subacquei, oltre che alle catture accidentali della pesca
professionale; l’attività di strascico illegale nelle aree
costiere caratterizzate dalla presenza delle praterie di
Posidonia oceanica ha contribuito non poco alla diminuzione
delle popolazioni in mare.
Pinna nobilis,
come detto, è un mollusco; in particolare appartiene alla classe
dei Bivalvi (molluschi dotati di conchiglia composta da due
valve separate). Nell’ambito della classe la specie si posiziona
secondo lo schema tassonomico seguente (Poppe & Goto, 1993):
Sottoclasse Pteriomorphia
Ordine Mytiloida
Superfamiglia Pinnacea
Famiglia Pinnidae
Genere Pinna
Specie Pinna nobilis Linnaeus, 1758
bivalvi della “semi-infauna”,
poiché gli animali sono sedentari e vivono parzialmente
infossati su fondi fangosi, sabbiosi o ghiaiosi. Molte delle
specie sono ancorate tramite i filamenti del bisso a sassi
infossati o qualunque pezzo di materiale coerente, compresi i
rizomi (radici) di fanerogame marine vive o morte (“matte” di
Posidonia nel caso del Mediterraneo). La stessa famiglia è
diffusa in tutto il mondo, con i generi Pinna, Atrina e
Streptopinna. Nel Mediterraneo si trovano solo tre specie di
questa famiglia: Pinna nobilis Linnaeus, 1758, Pinna rudis
Linnaeus, 1758 e Atrina fragilis (Pennant, 1777).
In particolare, Pinna nobilis si distingue dalle altre due
specie per alcune caratteristiche morfologiche che sono di
seguito illustrate:
- La curvatura dell’apice delle valve presenta una forma “ad
arco” nel caso di Pinna nobilis, mentre è ripida nel caso di
Atrina fragilis, e più ampia nel caso di Pinna rudis;
- La zona madreperlacea interna alle valve di Pinna nobilis è
divisa in due lobi, di cui quello ventrale più lungo del
dorsale; al contrario, Atrina fragilis presenta una zona
madreperlacea indivisa, mentre Pinna rudis è caratterizzata da
due lobi sub-uguali.

Inoltre, le dimensioni massime degli adulti sono riportate pari a circa 100 cm per P. nobilis, 40 cm per A. fragilis e 35 cm per P. rudis. Un’altra differenza tra le specie è relativa alla distribuzione per batimetria; infatti Pinna nobilis vive generalmente sino a 100 m di profondità, ma è più frequente tra –10 e –50 m, Atrina fragilis vive sino a 600 m di profondità ma è più frequente oltre –150/-200 m, Pinna rudis è una specie esclusivamente di basso fondale (entro i 40 m) ed è abbastanza rara.
Come tutti i bivalvi, Pinna
nobilis presenta due valve (da cui il nome attribuito alla
Classe zoologica). Queste stesse valve, dure al tatto, sono di
natura mista sia organica sia inorganica. In particolare ogni
valva è composta di tre strati sovrapposti; il più esterno,
chiamato Periostraco, è di natura esclusivamente organica
essendo composto dalla conchiolina, una sclero-proteina. Lo
strato intermedio, denominato Ostraco, è di natura
esclusivamente inorganica, essendo costituito da carbonato di
calcio organizzato in cristalli di forma prismatica. Lo strato
interno, l’Ipostraco, è costituito da carbonato di calcio in
forma d'aragonite legato a proteine (albumine) e organizzato in
lamelle. L’iridescenza tipica di questo strato interno è dovuta
proprio alla struttura in lamelle che, se illuminata, provoca il
particolare effetto ottico. Le due valve, seppure indipendenti,
negli individui vivi sono collegate dorsalmente da un legamento
elastico che tende ad allontanarle e quindi ad aprire la
conchiglia. L’apertura delle valve è un movimento involontario,
mentre la chiusura volontaria è dovuta alla contrazione di due
muscoli. Nell’animale morto la presenza dei muscoli è
evidenziata da tipiche impronte di forma circolare sulla faccia
interna delle valve.
Comunque la conchiglia, seppure
la parte più appariscente, è solo la struttura di sostegno e
protezione dell’animale vero e proprio che è contenuto nelle due
valve. Il mollusco è costituito esternamente da una tunica
muscolare a contatto con le valve, definita “mantello”, che
racchiude tutti le strutture e gli organi interni all’interno
della sua cavità. Il mantello è molto importante, poiché proprio
in questa parte sono presenti le cellule ghiandolari che formano
la conchiglia attraverso la produzione di conchiolina ed il
rilascio di carbonato di calcio; inoltre il bordo mantellare ha
funzione sensoriale e regola il flusso d’acqua all’interno delle
valve.
Come detto nella cavità del mantello sono presenti strutture ed
organi quali il “piede”, le branchie, lo stomaco e l'intestino,
i reni, il cuore, gli organi sessuali, e l'organo palleale. Il
piede è una struttura muscolare che, in definitiva, aiuta il
mollusco nei minimi movimenti che gli sono concessi, e nel caso
di P. nobilis a scavare sul fondo molle per favorire
l’infossamento.
Gli organi sessuali di Pinna
nobilis sono sempre posizionati nella cavità palleale, ma nei
pressi del bordo del mantello per facilitare l’espulsione dei
gameti. La specie è ermafrodita insufficiente, nel senso che
produce ed emette sia gameti femminili sia maschili ma in
periodi successivi. L’espulsione dei gameti avviene direttamente
nell’acqua all’esterno della conchiglia, solitamente nelle
stagioni calde, e la fecondazione tra le cellule germinali di
diversi individui è lasciata al caso ed al gioco delle correnti.
L'organo palleale interviene nei processi di apertura/chiusura
delle valve, e consiste in un tessuto ghiandolare specializzato
nella produzione di muco acido (pH < 4) a forte componente
sulfurea. Il muco viene utilizzato come deterrente per predatori
e parassiti.
Un altro tessuto ghiandolare importante per la vita di Pinna
nobilis è quello che forma la cosiddetta ghiandola del bisso.
Tale ghiandola è situata nel piede del mollusco, di cui
rappresenta circa il 50% dell’intera lunghezza. Ovviamente la
ghiandola è deputata alla produzione del bisso, un ciuffo di
fini filamenti che, attraverso una piccola apertura sul bordo
della valva, fuoriescono dalla conchiglia e permettono
all’animale di ancorarsi su qualsiasi struttura dura presente
nei sedimenti. I fili, di prevalente natura organica (proteica,
essenzialmente collagene), hanno aspetto setoso, spessore
nell’ordine del decimo di millimetro o anche inferiore, e
lunghezza massima pari a circa 20 cm. La produzione di bisso in
P. nobilis è continua, in quanto nel contesto fisiologico
dell’animale (crescita ecc.) ogni filamento ha una durata
funzionale di pochi anni.

Le branchie sono strutture di tipo lamellare ed occupano una buona percentuale dell’intero mollusco; esse sono impegnate in due funzioni fondamentali quali la nutrizione e la respirazione. Pinna nobilis viene definita un filtratore sospensivoro, in quanto si nutre prevalentemente di microalghe planctoniche (fitoplancton), ma anche di particellato organico. L’altra funzione delle branchie è quella respiratoria; il fluido sanguigno, a livello delle branchie, riesce a captare e legare l’ossigeno disciolto nell’acqua marina attraverso il pigmento respiratorio emocianina, che si differenzia dall’emoglobina umana per la presenza del metallo accettore rame al posto del ferro.
Per quanto riguarda il ciclo
vitale di Pinna nobilis, dalla schiusa dell’uovo si origina una
larva, denominata Veliger, che per un periodo limitato a meno di
10 giorni è parte integrante del plancton. Successivamente, ad
una lunghezza di circa un millimetro, la conchiglia cade sul
fondo dove comincerà la sua vita bentonica (a contatto con il
fondale). Da questo momento in poi, tutta la vita bentonica di
P. nobilis sarà di solito limitata spazialmente al punto in cui
si è fissata la conchiglia. Dopo un anno di vita sedentaria
l’individuo può raggiungere i 15 cm di lunghezza, che possono
diventare 30 cm alla fine del secondo anno. Inoltre, tra il
primo ed il secondo generalmente raggiunge la prima maturità
sessuale. Si è stimato che la specie possa raggiungere e
superare i 20 anni di età, per taglie vicine al metro di
lunghezza.

Curva di crescita di Pinna nobilis (Siletic e Pherada, 2003)
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