Conoscere la signora Chiara Vigo è stata un’esperienza davvero interessante, il suo sapere è vastissimo e profondo così come è grande la sua disponibilità ad elargire le conoscenze. Il sogno di Chiara è quello di tramandare le tradizioni millennarie che sostiene siano giunte fino a lei dalle antichissime civiltà del Mediterraneo sud-orientale. Tuttavia su un solo punto Chiara è intransigente: La bellezza della sua arte, così come l’immensa bellezza della natura hanno già un valore di per sé enorme che non può ridursi a moneta o a semplice merce di scambio poiché ciò equivarrebbe a privare irrimediabilmente le future generazioni della propria identità. E’ difficile, in una società come la nostra, ove si finanziano solo progetti che abbiano finalità economiche e sicuri risvolti occupazionali, comprendere i solidi principi di Chiara; il suo potente codice morale le impedisce, infatti, di ridurre la sua arte a strumento di sostentamento materiale o di lucro. Sua nonna le diceva: “Se hai fame io ti insegno a riconoscere tutte le erbe e le piante che ti possono rendere sazia e farti stare bene, non c’ e' bisogno che usi la tua arte per questo”. Si accontenta quindi di una vita semplice, non scevra di rinunce e sacrifici, orgogliosa però di essere un “Maestro di Bisso”, custode attenta di segreti antichissimi e sacri, e prodiga nel donare e nel mostrare il suo lavoro affinchè tutti possano godere della bellezza e dell’equilibrio della natura. Chissà se un giorno, qualcuno, nell’isola di Sant’Antioco, accetterà l’ingombrante eredità di Chiara, certo è che non sarà facile per lei trovare un’allieva disposta a tali sacrifici e dotata della medesima determinazione. Chiara però non sembra preoccuparsi di ciò: “Potrà anche darsi che il bisso morirà con me” dice, “ la seta di mare, però, non sparirà; in un altro tempo, in un altro luogo troverà nuovamente la sua espressione, con altri maestri, perché nell’arte le energie spirituali, così come nella natura le energie chimiche, hanno una loro intrinseca necessità di esplodere e di manifestarsi”.  







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