Degna di menzione risulta l’opera della professoressa Filomena Martellotta (16 ottobre 1898 - 14 dic 1933 )che ebbe il merito di andare a ricercare, fra i ricordi dei pescatori, gli antichi metodi di lavorazione artigianale. Ella, per prima, riuscì ad estrapolare la tradizione dello storico prodotto marino dall’ambito esclusivamente claustrale e domestico al quale, sin ad allora era stata relegata, e fondò un’istituzione scolastica privata la, “Scuola Professionale Femminile”, da lei personalmente diretta, con l’intento di diffondere ampiamente la cultura del bisso e di produrre e commercializzare i manufatti ivi realizzati. La signora Gabriella Caraccio De Baggis, nipote della Professoressa Martellotta, ha voluto attingere alle sue memorie e parlare della compianta zia, che ricorda con orgoglio e commozione: “ Zia Mimmi morì all’età di 33 anni per febbri tifoidee e peritonite. Dirigeva la scuola da lei stessa fondata da 10 anni, sufficienti per consentirle di ottenere vari riconoscimenti, premi e medaglie in Italia ed all’estero. Fra mia madre e la zia intercorrevano ben 17 anni per cui non ho avuto il privilegio di conoscerla personalmente a causa della sua prematura scomparsa, tuttavia in famiglia si parlava spesso di lei, della dolcezza del suo carattere e della fermezza dei suoi intenti, doti che le hanno consentito di raggiungere , seppure in una vita così breve, i risultati meritevoli, di cui, apprendo con piacere, si ritorna a parlare.” La scuola, fu istituita nell’Ottobre del 1923 e poneva a fondamento del suo Statuto l’educazione della donna in rapporto al nuovo indirizzo sociale e la rinascita dell’industria del bisso. Già nell’Ottobre del 1924, apprendiamo da una rivista dell’epoca, le alunne iscritte alla Scuola furono ben 250 ed i lavori in bisso ivi eseguiti, naturalmente, rappresentavano il fiore all’occhiello delle produzioni tessili realizzate. Di particolare pregio erano le pellicce in bisso, indistruttibili, morbide come seta e dai riflessi aureo-porporini, magnifici ed inconsueti, che ricordavano, ad un tempo il pellame della martora e la lucentezza delle alghe marine. Per esaltare ulteriormente la preziosità dei tessuti in bisso, nella Regia Scuola Professionale Femminile, fu ripristinato l’uso di un pregiatissimo colorante naturale estratto dai murici, la porpora. Il procedimento utilizzato per l’estrazione del colore era quello tradizionale e i golf, i pannelli ed i ricami eseguiti con fili di bisso tinti della vera porpora rappresentavano una meraviglia di colori e di varietà Testimonianza diretta dell’accuratezza dei ricami effettuati nella scuola e del suo ordinamento didattico, viene dalla Professoressa Blocca Paladino, una bella signora di 84 anni che ricorda con incredibile lucidità i sei lunghi anni trascorsi nell’Istituto della professoressa Martellotta. Nella sua casa, distinta come la sua persona, mostra i ricordi tangibili della sua adolescenza: delle matassine di bisso di differenti tonalità di colore ed uno strumento in legno, usato per sostenere e lavorare più agevolmente il filato sul telaio.

 

 

 

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Gabriella mi accoglie nella sua bella casa sita nel centro di Taranto ed il suo solare sorriso mi mette subito a mio agio....