La distribuzione di Pinna nobilis (L.)

 

nel Mediterraneo:

 

alcuni recenti casi di studio

 
Come noto, Pinna nobilis è distribuita nel Mare Mediterraneo dove risulta peraltro endemica. Ricordiamo ancora una volta che nello stesso bacino la specie è sottoposta a regime di protezione e tutela in conformità a Atti Ufficiali quali la Convenzione di Barcellona (1995), ratificata dal Governo Italiano con la legge n° 175 del 25/05/1999, e la Direttiva Habitat della Comunità Europea (43/92). In particolare, Pinna nobilis è inclusa nella lista riportata nell’Annesso II del documento di Barcellona e nell’Annesso IV della Direttiva Habitat.

Naturalmente la specie vive dove le condizioni ambientali lo consentono, in relazione alla sua biologia. Le esigenze bio-ecologiche di Pinna nobilis sono legate prevalentemente alla tipologia di fondale ed al regime correntizio. Infatti, il substrato preferito dalla specie è quello sabbio-fangoso, ed in particolare quello che ospita praterie di fanerogame marine quali Posidonia oceanica e Cymodocea nodosa. Ambienti più favorevoli risultano aree riparate quali golfi, baie o canali interinsulari, in quanto la specie mal sopporta elevati regimi correntizi e le mareggiate.
Un altro parametro abbastanza importante per la vita dell’animale è la trasparenza, in quanto l’acqua non deve presentare eccessiva presenza di materiale fine in sospensione (che potrebbe limitare o compromettere le funzioni vitali di questo filtratore). La specie sembra invece relativamente tollerante verso altri fattori ambientali quali salinità e temperatura, che comunque devono sempre rimanere nell’ambito delle variazioni stagionali naturali per il Mediterraneo (S 0/00 = 34-38; °C = 10-28).


Di seguito si riporteranno alcune informazioni relative all’abbondanza della specie in differenti aree del Mediterraneo.
 

Pinna nobilis e prateria di Fanerogame marine.
 

Caso 1. Riserva Marina delle Isole Columbretes (Spagna, Mediterraneo Occidentale).
Sui fondali marini insulari della Riserva delle Columbretes, utilizzando tecniche di censimento visivo (esplorazioni subacquee), è stata verificata la presenza di Pinna nobilis sino a – 40 m di profondità, con una densità media di 1.5 individui per 100 m2, e con valori massimi pari a 16 individui per 100 m2. La massima densità è stata stimata nei pressi delle praterie della pianta (fanerogama marina) Cymodocea nodosa, su fondi di tipo biodetritico (informazioni ed immagini dal lavoro di J. R. García-March e D. K. Kersting, 2006).
 

Tecniche di ispezione subacquea

Caso 2. Parco Nazionale di Mljet (Croazia, Mar Adriatico)
 Anche in questo caso si tratta di fondali insulari, seppure in un bacino alquanto differente (l’Adriatico) rispetto al Mediterraneo Occidentale, ed in un luogo molto riparato come evidenziato dalla relativa figura.
Nelle acque del Parco Nazionale, sempre utilizzando tecniche di censimento visivo (esplorazioni subacquee), si sono stimate densità di Pinna nobilis comprese tra 2 e 20 individui per 100 m2, ad una profondità compresa tra – 3 e – 18 m. Anche in questo caso, come in quello precedente, le massime densità si sono riscontrate nei pressi delle praterie di Cymodocea nodosa (informazioni ed immagini dal lavoro di T. Siletic e M. Peharda, 2003).
 

    

        Isole Columbretes                                    Parco Nazionale di Mljet
 

Caso 3. Mar Grande di Taranto (Italia, Mar Ionio)
Il Mar Grande di Taranto può essere inserito nell’ambito dei bacini semi-chiusi, ed è peraltro sottoposto ad una elevata pressione antropica. Sui fondali investigati, sempre attraverso tecniche visive di esplorazione subacquea, si sono stimate densità relativamente basse e comprese tra 0.1 e 0.7 individui di Pinna nobilis per 100 m2. Inoltre, sebbene il bacino possa arrivare a circa 40 m di profondità, la presenza della specie è stata accertata tra i – 3 ed i – 16 m, con maggiore concentrazione nei pressi delle praterie di Cymodocea nodosa.
Nel caso in questione si è ipotizzato che le basse densità stimate possano essere messe anche in relazione alla critica situazione ambientale del bacino, sottoposto come detto ad elevata pressione antropica e conseguente degrado (informazioni ed immagini dal lavoro di G. Centoducati, E. Tarsitano, A. Bottalico, M. Marvulli, OR. Lai OR, G. Crescenzo, 2006).
 

Mar Grande di Taranto

Distribuzione di P. nobilis in Mar Grande.


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